Nell’ambito del ciclo di incontri partecipati propedeutico alla formazione del Piano Urbanistico Comunale si è svolta la Conferenza territoriale, un incontro aperto a tutta la cittadinanza e tenutosi sabato 15 Febbraio 2020 alle ore 11:00, presso la sala del Consiglio Comunale di Sant’Angelo all’Esca.
L’incontro si è così articolato:
- Relazione del prof. ing. Roberto Gerundo, che dirige il Gruppo di ricerca in Tecnica e Pianificazione Urbanistica del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno, al quale è stato richiesto dall’amministrazione comunale di Sant’Angelo all’Esca il supporto tecnico-scientifico per la redazione del Piano Urbanistico Comunale;
- Dibattito.
Relazione del prof. ing. Roberto Gerundo
Nell'illustrare il percorso intrapreso dal Comune di Sant’Angelo all’Esca per la formazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, è stato presentato il gruppo di lavoro del Gtpu ed è stata messa in luce l’importanza della trasparenza nel processo di formazione del Piano Urbanistico Comunale. A tal fine, è stato descritto il contenuto del sito istituzionale "https://www.pucsantangeloallesca.it/", da realizzare con il fine di promuovere la partecipazione permanente dei cittadini. Attraverso il sito web è infatti possibile la compilazione dei questionari on line appositamente predisposti per intercettare l’opinione dei cittadini relativamente alla questioni salienti per il territorio. È anche possibile per i cittadini contribuire personalmente da remoto alla definizione del quadro conoscitivo del territorio di Sant’Angelo all’Esca e del suo scenario futuro, tramite la casella di posta elettronica “Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”, alla quale inviare idee, studi e contributi volontari prodotti dai cittadini in forma singola o associata.
Successivamente, una breve tassonomia degli strumenti di Governo del Territorio ai sensi della vigente LR 16/2004, ha introdotto a riflessioni più specifiche sul Preliminare di Piano (Pdp), il cui allestimento si avvia proprio con questo primo incontro di partecipazione iniziale. Definendo assetti di trasformabilità del suolo, il Pdp contiene le prospettive di sviluppo del territorio e si struttura in un disegno per “macro aree” destinate a determinate funzioni, che esplicitano un’idea generale di organizzazione del territorio. Il suo contenuto si connota quale esclusivo riferimento per la traduzione delle visioni strategiche in scelte localizzate in sede di formazione del Puc, del quale rappresenta quindi la componente strutturale. Ruolo fondamentale del Pdp è quello di recepire i dettami della pianificazione sovraordinata. Inoltre, la proiezione di uno scenario futuro per la città di Sant’Angelo all’Esca parte inevitabilmente dallo studio delle direttrici di sviluppo regionali contenute nel Piano Territoriale Regionale, e deve confrontarsi con le dinamiche di assetto provinciale analizzate e sostenute dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Avellino.
A tal proposito, appare chiaro come gli enti sovraordinati, nei propri strumenti di pianificazione, riconoscano in quello di Sant’Angelo all’Esca un territorio a vocazione naturalistica. Sant’Angelo All’Esca, infatti, analogamente alle aree interne dell’antico distretto geografico dell’Irpinia, si caratterizza per limitate trasformazioni antropiche del territorio e l’assenza di infrastrutture fisiche di notevole impatto, risultando per lo più costituito da aree boscate, seguite da oliveti e vigneti e altre aree naturali e seminaturali. Eccellenza del territorio è rappresentata dalla produzione vitivinicola, su cui si fonda quasi interamente l’economia santangiolese, che vanta una stabile presenza sul mercato internazionale, a dispetto delle modeste dimensioni del territorio e del ridotto numero di abitanti. Una attenzione particolare è stata posta, inoltre, all'analisi del patrimonio di pregio storico-artistico e architettonico di cui il territorio può vantarsi. Occorre, quindi riconoscere le dimensioni entro cui allestire le proiezioni urbanistico-territoriali per il comune di Sant’Angelo all’Esca, nelle quali trovano espressione la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico, culturale e produttivo esistente. Tale percorso non può prescindere dal dato allarmante relativo allo spopolamento in corso, del quale sono stati mostrati alcuni dati significativi. Il grave calo demografico rappresenta una condizione emergenziale che richiede azioni di contrasto da ricondurre al breve periodo.
Per maggiori dettagli si veda:
- l’allegato in calce “conferenza programmatico organizzativa.pdf”
Dibattito
Il confronto con cittadini, tecnici, agricoltori, imprenditori, associazioni e altre categorie professionali ha fatto emergere una serie di problematiche del territorio e tratteggiato interessanti spunti di riflessione. Tra i temi emersi la tendenza al calo demografico e allo spopolamento, compreso quello scolastico, ha rivestito un ruolo preponderante. Un lungo dibattito ha riguardato le azioni da mettere in campo per invertire tali tendenze, comuni alle aree interne italiane. Tra le strategie discusse, particolare interesse ha suscitato il tema del rafforzamento dell’accoglienza dei migranti nell’ambito del progetto SIPROIMI, già in atto nel comune, e dei progetti di cohousing, oltre che delle iniziative sociali come le “case rifugio” per l’accoglienza di donne sole e/o con figli minori vittime di violenza. Una sentita partecipazione ha riscontrato il tema della salvaguardia e valorizzazione della produzione vitivinicola, la cui presenza significativa sul territorio santangiolese rappresenta un'eccellenza della quale uno strumento essenziale di sviluppo quale il Puc non può non tenere conto. Il riconoscimento e il potenziamento di tale eccellenza può costituire, insieme alla valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, una strategia chiave per lo sviluppo del territorio, di cui il Piano dovrà farsi concreta espressione.Non ultimo, in relazione al tema dello spopolamento, è stata discussa la mancata attuazione del Prg vigente, a conferma che il preoccupante trend demografico non ha agevolato le previsioni di trasformazione ipotizzate in tale strumento urbanistico. Altro tema emerso è stato quello della valorizzazione del centro storico attraverso l'indicazione delle tinte cromatiche da utilizzare al fine di garantire continuità visiva e coerenza formale ai manufatti, non essendo il Comune dotato di un Piano del Colore.

